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Ultima puntata

  • Immagine del redattore: micaeljackobs
    micaeljackobs
  • 26 lug 2019
  • Tempo di lettura: 4 min

Vagina'Secret


Ultima parte


Mi presento come fosse l'ultima volta

sono una donna

e che donna

spesso sono anche volgare

ma quale volgarità

ogni tanto muto

voce del verbo cambiare

non voce del verbo mutismo

parlo anche troppo


talvolta è vero

e non si contano sui polpastrelli di una mano

figurati su due

muto in uomo

è un procedimento penoso

in quanto vorrei essere donna

terribile

se già sono uomo

e cambio in donna

o viceversa interscambiabili con il resto

è uno scambio mai alla pari

quando sono donna

e che donna

mi mancano tante peculiarità dell'essere uomo

quando suono uomo

e credetemi

che uomo

mi manca ciò che nella donna mi distingue


Sono passati anni dall'ultima volta che sono stata ad un internet Pinot

ne sono successe di cose

una miriade

tante

ma tante

forse un po meno di poche

quasi nessuna


eppure qualcosa è successo

se sono qui a raccontarlo

se sono qui

restia come donna a dirvi i cazzi miei

a mio agio come uomo

a non dirveli proprio

ma sono qui

e sai che spettacolo ora

Vi odio tutti

si

chiunque di voi

dal più insignificante

al meno significante

tutti

nessuno compreso

odio pure me medesima come donna

me medesimo se muto in uomo

e che mutare


tempo fa

giorni addietro

attimi

direi mesi

ero di una bambina pregna

forse bambino

forse ambo

me lo chiedo

lo affermo

mi conforto con questa decisione per come andarono le cose


sono una ragazza ancora

forse fuori

dentro ho millenni

ho brutte cose

tante non le ho mostrate

poche si

a gente sfortunata

sfortunata d'avermi incontrata

perché gli ho rovinato la vita

la sua

quella del prossimo suo

e del futuro anteriore che mai verrà

sono pessima

veramente pessima per come cambio

muto

ammicco alla plusvalenza degli orgasmi

ma chi l'ha mai avuto in fondo


tempo fa

giorni addietro

direi anni

forse ieri


visitata da speleologhe famose

sorridenti

trastullavano la foresta

di cui il corpo mio ne faceva parte


sia chiaro

una foresta è la vita

la vita di ognuno di noi

il candore dei ruscelli

i suoni della notte

i temporali che bagnano il suolo dove ti sei accasata

te e la natura

per difenderti dal mondo di oggi

violento e manesco

la mia foresta è questa

il mio immaginario

questa rivalsa del niente che pretende di avere il tutto.


Questa vita si

che ora racconto quasi mezza nuda

in mezzo a mezzi idioti

nel mezzo del cammino dei cazzi miei

o uteri degli altri

in quanto donna


io ho una figlia

si

ne ho una

nonostante quella mattina

dopo visite e visite

consulti e consultivi

scale

piani

interni piani

ascensori

nonostante andassi sempre più in alto

nonostante mi sottoponessero a visite sempre più sorprendenti

scuotevano quelle testoline arrugginite

sembravano tanti no che si tenevano per mano

ma quanto belli che erano


signorina V

dicevano

ci sono difficoltà

enormi difficoltà

un abominio di difficoltà


tra il sorriso ed il resto del delirio cercavano di tranquillizzarmi

a me


vi rendete conto

a me


razza di incompetenti manifatturieri del parto

non c'è niente da fare

niente

ma proprio niente niente

no

niente poco niente

sussurravano

lai ha

una infezione

anzi non sappiamo cosa ha

dagli esami

dal suo organismo

dal sangue

da tutto

è perfetta

lo è

meravigliosa perfezione

dicevano

ed io

eh grazie al cazzo

ma

c'è qualcosa in lei che non va

ma non si sa

dicevano


al che avrei voluto dire loro


razza di imbecilli

non sarà perché muto da uomo in donna e viceversa?

Non sarà che d'improvviso le grandi labbra e pure le piccole si ritraggono

si nascondono

si

giocano a nascondino per illogici sessuali

e mi cresce il pene

non capite pene?

Il cazzo

mi cresce il cazzo

illustri podologhe di pitoni non ammaestrati

mi cresce il cazzo

dissi loro


avessi fatto chissà che

avessi detto chissà cosa

ed ero donna

figurati se ero uomo


si arrabbiarono tutte

millantarono querele

elencarono profilassi lavorative

noiose ed incombenti

che dovevo rispettare loro

che stavano li a fare il lavoro

che lo dicevano per me


mi alzai da quel lettino

alzai il mio primo dito medio

quello immaginario pure

poi l'altro

e le mandai a fare in culo

se ero incinta

e lo ero

sia come donna che come uomo

dovevo solo gestire la mutazione

dovevo solo

impegnarmi ad essere donna quando il pargolo

o la pargoletta fuorusciva

in modo da accoglierla tra le mie braccia

di donna

mutabili in uomo


e sapete cosa vi scrivo a

voi interessati lettori dell'internet pinot?


Ci riuscì

voce del verbo ottenere senza questua

da sola

isolata dal mondo

completamente fuori da ogni schema

vissi nella mia vera foresta

in quel di Edimburgo

dove sono stata acquisita

non nata

solo presa in prestito dalla miserabile vita

li me ne andai

anche se ora vi parlo da altrove

statene certi nelle foreste non ci sono computer

portatili

connessioni


io vissi li

e concepii mio figlio li

accadde davvero

sul serio


ed era un bambino meraviglioso

ed io lo proteggevo

sia come donna

che come uomo

e cresceva con me

più lui che io

io

razionalizzavo forze per la non mutazione

delle volte mi vedeva uomo

spesso mamma

lo allattai

in quanto donna

lo cullai anche come uomo


vivemmo felici

senza nessuno

anche se

forse

in cuor acido mio

un amica immaginaria se donna

che me lo guardasse quando ero stanca

oppure un amico immaginario

in quanto uomo che me lo guardasse

in quanto debole

avrei voluto che ci fossero


ma non avevo più tempo per loro

o forse loro non volevano più me


mio figlio crebbe

e poi purtroppo accadde

io me lo aspettavo

accadde

cominciò a mutare

come muto io


ed allora pensai alle tante difficoltà che avrebbe incontrato

all'asilo

a scuola

al mondo


la diversità è un pegno ignobile da pagare se

i soldi sono del giudizio


mi impegnai tanto cari lettori

davvero troppo per dare lui

in quanto bambino

o lei

in quanto bambina se mutava

un insegnamento

moderno

una cultura di una completezza paradossale


ma dentro di me

dentro la mia solitudine di donna

in quanto lo ero

e di uomo

perché poi ero anche quello

soffrivo

perché non mi sentivo cautelata

perché non mi ascoltavo cautelato

da nessuna voce potessi starmi accanto


sono qui

adesso

in una città che non rivedrò più

dentro un internet pinot

che non apprezzerà più le mie messinscena

sono qui per salutarvi

perché non me la sento più di vivere

sono comunque già morta

perché ho fallito

sia come donna

che come uomo

ho fallito ogni piccola cosa si potesse fallire

come un carrello della spesa dove ci butti dentro ogni tipo di fallimento

poi arrivi alla casa che non c 'è

fai una bella shekerata del tutto e bevi

ecco il fallimento in succo

ecco il succo del fallimento


la mia menzogna

io davvero ci ho provato

davvero

ad essere una persona migliore

ho provato a vedere la visione del mondo in massa color

come voi

come tutti voi

ho provato ad essere felice

ho provato a non perderlo questo bambino

ci ho provato davvero in tutti i modi

con ogni magia io possa conoscere

con ogni mezzo

distaccandomi da chiunque per essere più forte

andandone via

ma come se avessi voluto rimanere

come se forse un piccolo aiuto mi avrebbe fatto comodo

quelle speleologhe avevano una santa dannata ragione


avrei perso mio figlio o figlia

non lo so

non ho chiesto

non ho voluto


quello che è accaduto dopo

è quello che accade nella mia inutile vita

in quanto donna ho amato un solo uomo

in quanto uomo

dentro di me

tu

mio unico amore

ti ho amato

e mi dispiace tanto davvero

tanto di quello che ti ho fatto

e ti giuro non so più come fare

per farmi perdonare

tu

in quanto uomo

meraviglioso uomo

buono

e dolce

incredibile anima della mia vita

io in quanto strega maledetta

mi maledico

ti libero

se lo vorrai

da tutto l'amore che ti voglio

ti libero

anche se

ti conosco

ti conosco troppo bene

io ti libero e ti imprigiono

lo so


me ne vado

chiudo bottega burattini e burattinaia

ho perso ciò che avrei voluto per sempre

e nonostante abbia gran forza

non ho saputo controllare il mio corpo


ti chiedo scusa

ci ho provato

mio dolce poeta

Tanto.

Ma tanto.

Addio.

Adesso.


Mi chiamo Valentina

Valfonda

Valeria

Vattelappesca

ma che importanza ha?

Non mi chiamate V

Nessuno può

Solo tu puoi


Micael Amore mio.


Fine.

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